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Il “nuovo” ampliamento dei reati presupposti 231 ai reati tributari

Il “nuovo” ampliamento dei reati presupposti 231 ai reati tributari

Il 7 luglio 2020 il CdM ha approvato il Decreto Legislativo di attuazione che recepisce la Direttiva P.I.F. (Direttiva (UE) n. 2017/1371) “relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale”, che persegue l’obiettivo di armonizzare il diritto penale degli Stati membri, sostituendo le precedenti convenzioni e completando la tutela degli interessi finanziari dell’Unione, ai sensi del diritto amministrativo e del diritto civile.

La Direttiva interviene sul D.lgs. 231/2001, estendendo la responsabilità dell’ente alle maxi frodi IVA e prevedendo la punibilità anche per il tentativo purché l’evasione superi i 10 milioni di euro.

La Direttiva modifica la disciplina dei reati tributari sulla responsabilità amministrativa delle società per i delitti realizzati dai dipendenti delle imprese che hanno tratto un interesse o un vantaggio, estendendo la tipologia dei reati presupposto e includendo i reati contro la pubblica amministrazione.

In breve le novità della Direttiva:

  • prevede la punizione delle ipotesi di delitto tentato per i reati fiscali che presentano l’elemento della transnazionalità se l’imposta IVA evasa non sia inferiore a 10 milioni di euro;
  • amplia il catalogo dei reati tributari per i quali è considerata responsabile anche la società includendo anche i delitti didichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione;
  • estende la responsabilità delle società anche aidelitti di frode nelle pubbliche forniture, al reato di frode in agricoltura e al reato di contrabbando, modulando la sanzione a seconda che il reato ecceda o meno la soglia di 100.000 euro;
  • amplia i delitti contro la pubblica amministrazione di cui possono rispondere le società anche al delitto di peculatoe all’abuso d’ufficio.

La Direttiva è intervenuta anche sul codice penale, in particolare sugli artt. 316, 316-ter, 319-quater, 322-bis e 640 c.p. Si è incluso tra le condotte punibili anche la sottrazione di denaro o utilità al bilancio dell’Unione o ad altri suoi organismi, con danno superiore a euro 100.000. La pena è stata aumentata fino a 4 anni di reclusione nel massimo edittale e, con riferimento all’art. 322-bis, è stata estesa la punibilità a titolo di corruzione dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio di Stati non appartenenti all’Unione europea, quando i fatti ledono o pongono in pericolo gli interessi finanziari dell’Unione.

 

Di seguito il testo del D.lgs 75/2020

DECRETO LEGISLATIVO 14 luglio 2020, n. 75 

Attuazione della direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro

la frode che lede gli interessi finanziari  dell’Unione  mediante  il

diritto penale. (20G00091)

(GU n.177 del 15-7-2020)

 

Vigente al: 30-7-2020

 

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva (UE) 2017/1371  del  Parlamento  europeo  e  del

Consiglio del 5 luglio 2017 relativa alla lotta contro la  frode  che

lede gli interessi finanziari dell’unione mediante il diritto penale;

Visto il regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398;

Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;

Visti gli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234;

Visto l’articolo 3 della legge 4 ottobre 2019, n. 117, che contiene

principi e criteri direttivi per l’attuazione  della  direttiva  (UE)

2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi

finanziari dell’Unione mediante il diritto penale;

Visto  l’articolo  1  della  legge  24  aprile  2020,  n.  27,   di

conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge  17  marzo

2020, n. 18, e in particolare il comma 3,  il  quale  dispone  che  i

termini per l’adozione di decreti legislativi con scadenza tra il  10

febbraio 2020 e il 31 agosto 2020, che non siano scaduti alla data di

entrata in vigore della legge, sono prorogati di tre mesi, decorrenti

dalla data di scadenza di ciascuno di essi;

Vista la deliberazione  preliminare  del  Consiglio  dei  ministri,

adottata nella riunione del 23 gennaio 2020;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari  della

Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella

riunione del 6 luglio 2020;

Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e  del  Ministro

della giustizia, di concerto con i Ministri  degli  affari  esteri  e

della cooperazione internazionale e dell’economia e delle finanze;

 

Emana

il seguente decreto legislativo:

 

Art. 1

 

Modifiche al codice penale

 

  1. Al codice penale, approvato con regio decreto 19 ottobre  1930,
  2. 1398, sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. a) all’articolo 316 e’ aggiunto, in fine, il seguente  comma:  «La

pena e’ della reclusione da sei mesi a quattro anni quando  il  fatto

offende gli interessi finanziari dell’Unione europea e il danno o  il

profitto sono superiori a euro 100.000.»;

  1. b) all’articolo 316-ter, al primo comma, e’ aggiunto, in fine,  il

seguente periodo: «La pena e’ della reclusione da sei mesi a  quattro

anni se il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione europea

e il danno o il profitto sono superiori a euro 100.000.»;

  1. c) all’articolo 319-quater, al secondo comma, dopo le parole  «tre

anni» sono aggiunte le seguenti: «ovvero con  la  reclusione  fino  a

quattro  anni  quando  il  fatto  offende  gli  interessi  finanziari

dell’Unione europea e il danno o il profitto sono  superiori  a  euro

100.000»;

  1. d) all’articolo 322-bis, al primo comma, dopo il numero 5-quater),

e’ inserito il seguente: «5-quinquies) alle  persone  che  esercitano

funzioni o attivita’ corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e

degli incaricati di un pubblico servizio  nell’ambito  di  Stati  non

appartenenti  all’Unione  europea,  quando  il  fatto   offende   gli

interessi finanziari dell’Unione.»;

  1. e) all’articolo 640, secondo comma, numero  1),  dopo  le  parole:

«ente pubblico» sono inserite le seguenti: «o dell’Unione europea».

Art. 2

 

Modifiche al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74

 

  1. All’articolo 6 del decreto legislativo 10 marzo  2000,  n.  74,

dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente: «1-bis. Salvo che  il  fatto

integri il reato previsto dall’articolo 8, la disposizione di cui  al

comma 1 non si applica quando gli atti diretti a commettere i delitti

di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono compiuti anche nel  territorio  di

altro Stato membro dell’Unione europea, al fine di evadere  l’imposta

sul valore aggiunto per un valore complessivo non inferiore  a  dieci

milioni di euro.».

Art. 3

 

Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica

23 gennaio 1973, n. 43

 

  1. All’articolo 295 del decreto del Presidente della Repubblica 23

gennaio 1973, n. 43:

  1. a) al secondo comma, alla lettera d) il segno di interpunzione «.»

e’ sostituito dal seguente: «;» e dopo la lettera d), e’ inserita  la

seguente: «d-bis) quando l’ammontare dei diritti di confine dovuti e’

superiore a centomila euro.»;

  1. b) il terzo comma e’ sostituito  dal  seguente:  «Per  gli  stessi

delitti, alla multa e’ aggiunta la reclusione fino a tre anni  quando

l’ammontare  dei  diritti  di   confine   dovuti   e’   maggiore   di

cinquantamila euro e non superiore a centomila euro.».

Art. 4

 

Modifiche al decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8

 

  1. All’articolo 1, comma 4, del  decreto  legislativo  15  gennaio

2016, n. 8, dopo le parole «decreto legislativo 25  luglio  1998,  n.

286» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ ai reati di cui al decreto

del Presidente della  Repubblica  23  gennaio  1973,  n.  43,  quando

l’ammontare dei  diritti  di  confine  dovuti  e’  superiore  a  euro

diecimila».

Art. 5

 

Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

 

  1. Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 24:

1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Indebita percezione di

erogazioni, truffa in danno  dello  Stato,  di  un  ente  pubblico  o

dell’Unione europea o per il conseguimento di  erogazioni  pubbliche,

frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico e  frode

nelle pubbliche forniture.»;

2) al comma 1 dopo le parole: «316-ter,» e’  inserita  la  seguente

«356,» e dopo le parole: «ente pubblico» sono inserite  le  seguenti:

«o dell’Unione europea»;

3) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente: «2-bis.  Si  applicano

all’ente le sanzioni previste ai commi precedenti in  relazione  alla

commissione del delitto di cui all’articolo 2 della legge 23 dicembre

1986, n. 898.»;

  1. b) all’articolo 25:

1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Peculato, concussione,

induzione indebita a dare o promettere utilita’, corruzione  e  abuso

d’ufficio.»;

2) al comma 1 e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «La

medesima sanzione si applica, quando il fatto offende  gli  interessi

finanziari dell’Unione europea, in  relazione  alla  commissione  dei

delitti di cui agli articoli 314, primo comma, 316 e 323  del  codice

penale.»;

  1. c) all’articolo 25-quinquiesdecies:

1) dopo  il  comma  1  e’  inserito  il  seguente:  «1-bis.  In

relazione  alla  commissione  dei  delitti   previsti   dal   decreto

legislativo 10 marzo 2000, n. 74, se commessi nell’ambito di  sistemi

fraudolenti transfrontalieri e  al  fine  di  evadere  l’imposta  sul

valore aggiunto per un importo  complessivo  non  inferiore  a  dieci

milioni  di  euro,  si  applicano  all’ente  le   seguenti   sanzioni

pecuniarie:

  1. a) per il delitto di dichiarazione infedele previsto dall’articolo

4, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote;

  1. b) per il delitto di omessa dichiarazione previsto dall’articolo 5,

la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;

  1. c) per il delitto di indebita compensazione previsto dall’articolo

10-quater, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote.»;

2) al comma 2,  le  parole  «al  comma  1»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «ai commi 1 e 1-bis»;

3) al comma 3, le parole  «commi  1  e  2»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «commi 1, 1-bis e 2»;

  1. d) dopo l’articolo 25-quinquiesdecies e’ aggiunto il seguente:

«Art.  25-sexiesdecies  (Contrabbando).  –  1.  In  relazione  alla

commissione dei reati  previsti  dal  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si applica  all’ente  la  sanzione

pecuniaria fino a duecento quote.

  1. Quando i diritti di confine dovuti superano centomila  euro  si

applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote.

  1. Nei casi previsti dai commi 1 e  2  si  applicano  all’ente  le

sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, lettere  c),

  1. d) ed e).».

Art. 6

 

Modifiche alla legge 23 dicembre 1986, n. 898

 

  1. All’articolo 2, comma 1, della legge 23 dicembre 1986, n.  898,

dopo le parole: «la reclusione da sei mesi a tre anni.»  e’  inserito

il seguente periodo: «La pena e’  della  reclusione  da  sei  mesi  a

quattro anni quando il danno o il  profitto  sono  superiori  a  euro

100.000.».

Art. 7

 

Adeguamento normativo

 

  1. In ogni norma penale vigente recante la disciplina dei reati che

ledono gli interessi finanziari dell’Unione  europea  il  riferimento

alle parole «Comunita’ europee» dovra’  intendersi  come  riferimento

alle parole «Unione europea».

Art. 8

 

Trasmissione dei dati statistici

 

  1. Il Ministero della giustizia invia ogni anno  alla  Commissione

europea una relazione con la quale sono  esposti  i  dati  statistici

relativi a:

  1. a) numero dei procedimenti iscritti, il  numero  di  sentenze,  di

proscioglimento o  di  condanna,  adottate,  nonche’  il  numero  dei

provvedimenti  di  archiviazione  relativi  ai  reati  lesivi   degli

interessi finanziari dell’Unione europea;

  1. b) importi delle somme sottoposte a confisca nei processi relativi

ai reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione europea;

  1. c) valore stimato dei  beni,  diversi  dal  denaro,  sottoposti  a

confisca nei  processi  relativi  ai  reati  lesivi  degli  interessi

finanziari dell’Unione europea;

  1. d) danno stimato per il bilancio dell’Unione europea o al bilancio

di istituzioni, organi e organismi dell’Unione  istituiti  in  virtu’

dei trattati o dei bilanci da questi  direttamente  o  indirettamente

gestiti e controllati.

Art. 9

 

Invarianza finanziaria

 

  1. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al  presente  decreto

non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza

pubblica.

  1. Le  Amministrazioni  interessate  provvedono  agli  adempimenti

previsti dal presente decreto con le  risorse  umane,  finanziarie  e

strumentali disponibili a legislazione vigente.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi’ 14 luglio 2020

 

MATTARELLA

 

Conte, Presidente del Consiglio dei

ministri

 

Amendola, Ministro per  gli  affari

europei

 

Bonafede, Ministro della giustizia

 

Di  Maio,  Ministro  degli   affari

esteri   e    della    cooperazione

internazionale

 

Gualtieri, Ministro dell’economia e

delle finanze

 

Visto, il Guardasigilli: Bonafede