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I limiti di operatività del ravvedimento operoso nel delitto di dichiarazione infedele

I limiti di operatività del ravvedimento operoso nel delitto di dichiarazione infedele

I limiti di operatività del ravvedimento operoso nel delitto di dichiarazione infedele

 

L’istituto del ravvedimento operoso è disciplinato dal D.Lgs. n. 74 del 2000, all’art. 13 secondo cui:

  1. I reati di cui agli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater, comma 1, non sono punibili se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento previste dalle norme tributarie, nonché del ravvedimento operoso.

2.  I reati di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, sempreché il ravvedimento o la presentazione siano intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

3.  Qualora, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il debito tributario sia in fase di estinzione mediante rateizzazione, anche ai fini dell’applicabilità dell’articolo 13-bis, è dato un termine di tre mesi per il pagamento del debito residuo. In tal caso la prescrizione è sospesa. Il Giudice ha facoltà di prorogare tale termine una sola volta per non oltre tre mesi, qualora lo ritenga necessario, ferma restando la sospensione della prescrizione

 

Il comma 2, che disciplina i limiti di operatività del ravvedimento operoso in relazione ai reati di cui agli art. 2. – Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti – Art. 3. Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici – Art. 4. Dichiarazione infedele e Art. 5. Omessa dichiarazione è stato recentemente modificato dall’ art. 39, comma 1, lett. q-bis), D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157.

La giurisprudenza di legittimità ha interpretato in modo rigoroso e letterale la norma, prevedendo che la causa di non punibilità per il delitto di cui all’art. 4  deve intervenire prima che l’autore del reato abbia formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di una qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, di talchè non rientrano nell’ambito applicativo della norma i pagamenti effettuati a seguito di speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento che presuppongono l’accertamento della pretesa tributaria, i quali possono esclusivamente rilevare ai fini della applicazione della circostanza attenuante di cui all’art. 13-bis, comma 1, del medesimo legislativo, con una riduzione di pena fino alla metà (Cass. pen. Sez. feriale, 27/08/2020, n. 24589).

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Avv. Alfonso Laudonia