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Fisco e sponsorizzazioni a società sportive dilettantistiche

Fisco e sponsorizzazioni a società sportive dilettantistiche

Sponsorizzazioni a società sportive dilettantistiche

E’ legittima la pretesa del Fisco in relazione alle sponsorizzazioni a società sportive dilettantistiche? In altre parole è legittimo l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate ai fini IVA, IRPEF ed IRAP che  disconosce le spese di sponsorizzazione sostenute dalla società contribuente?

Condivido la risposta data ad un contribuente, specificando, tuttavia, che trattiamo un ipotesi fisiologica, ovvero di sponsorizzazione effettiva e non patologica dove, viceversa, l’elargizione è solo fittizia.

La fattispecie rientra nell’ambito di applicazione della L. n. 289 del 2000, art. 90, comma 8, che prevede come “il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 Euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell’art. 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917“.

In buona sostanza, in tema di detrazioni fiscali, le spese do sponsorizzazione di cui all’art. 90, comma 8, legge n. 289 del 2002, sono assistite da una presunzione legale assoluta circa la loro natura pubblicitaria e non di rappresentanza.

Tuttavia, ciò avviene a determinate condizioni:

  1. il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica (società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva);
  2. sia rispettato il limite quantitativo di spesa (un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 Euro);
  3. la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor;
  4. il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale.

Il rispetto di tali requisiti rende illegittima la pretesa tributaria.